Il dibattito sulla fecondazione assistita

Nonostante la fecondazione assistita possa rendere felici milioni di coppie che non riescono ad avere figli, soprattutto in Italia è da anni oggetto di particolare dibattito, in quanto suscita diverse controversie di tipo bioetico.
Lo scontro tra scienza e società , tra innovazione tecnologica e valori etici salgono alla ribalta, sempre sullo stesso problema di fondo: l’embrione può o non può considerarsi persona?
La pratica della fecondazione assistita è stata regolarmente in corso durante tutto il XX secolo, fino a che la nascita nel 1978 di Louise Brown, la prima bambina nata dalla fecondazione in vitro, iniziò ad accendere polemiche.
La legge 40
La legge 19 febbraio 2004 n. 40 fu approvata la prima legge italiana per la regolamentazione della fecondazione assistita. Fu talmente combattuta prima e dopo la sua approvazione che già nel 2005 fu indetto un referendum abrogativo, comunque senza esito. In sintesi la Legge 40 consente in territorio italiano la pratica della fecondazione assistita alle coppie maggiorenni sterili di sesso diverso, sposate e conviventi in età potenzialmente fertile ma con infertilità certificata da un medico. Esclusa inoltre la fecondazione eterologa, ovvero quella in cui lo sperma arriva da un donatore esterno. Single, coppie omosessuali, donne non più giovani o vedove, non possono usufruire di questo servizio.
L’opinione cattolica
Secondo il punto di vista della bioetica cattolica, è inconcepibile che un figlio venga concepito da gameti di un genitore esterno alla coppia. La fecondazione assistita viene considerata lecita solo quando non sostituisce l’atto procreativo. La fecondazione eterologa è quindi imputata di immoralità, in quanto mina la sacralità del vincolo unitivo di due sposi.
L’uomo vuole prendere sempre più controllo e potere su di sé e il proprio destino, portando ad una progressiva esclusione del divino e di un progetto più grande che lo includa e a cui obbedire.
Homo faber fortunae suae, l’uomo non riconosce nessun limite alla sua azione nel cosmo, e si sente in potere di creare se stesso. Tutto ciò che è tecnologicamente possibile è moralmente etico?
Verso la Spagna!
Etico o non etico, la realtà della situazione attuale, come afferma il sito http://fecondazioniassistite.com è che sempre più coppie desiderose di avere un figlio si spostano dall’Italia verso paesi esteri in una sorta di turismo procreativo. La meta preferita delle coppie italiane sembra essere la Spagna. La legge molto più aperta in materia, ha dato la possibilità di istituire un gran numero di centri specialistici pubblici e molti istituti privati. Dal 2004, anno della Legge 40, ad oggi, la percentuale del turismo procreativo è cresciuta del 200%. Solo verso la Spagna si muove ogni anno un ammontare di 1350 coppie, che per riuscire ad avere un tanto desiderato figlio, sopportano viaggi, costi elevati, stress fisico e emotivo.

Usare al meglio la luce del sole arredando casa!

Quando pensiamo a come arredare la nostra casa, i nostri primi pensieri riguardano la scelta del divano, del tavolo, dei mobili principali. Ma attenzione, anche la scelta delle tende riveste un ruolo fondamentale nella realizzazione dello stile che abbiamo in mente per le nostre stanze e per l’uso dell’energia principale, quella del sole.
Delicate o sgargianti, illuminate dal sole, le tende a pacchetto sono in grado di cambiare completamente il volto dell’ambiente in cui si trovano.
Tende a pacchetto fatte in casa
Per chi ha tempo, voglia e praticità in lavori manuali, tessere le proprie tende a pacchetto è la soluzione migliore per avere esattamente ciò che si desidera.
Il portale settoriale ci fornisce una serie di consigli sui tessuti da utilizzare in caso vogliamo lavorare alle nostre proprie tende.
La scelta dei tessuti varia innanzitutto a seconda della tipologia di tenda che abbiamo intenzione di creare: vogliamo una tenda a pacchetto tesa o una tenda a pacchetto arricciata? Determinati tipi di tessuto, infatti, si prestano maggiormente per una o per l’altra soluzione.
Le tende a pacchetto tese richiedono tessuti che meglio resistano a stropicciamenti e piegature. Siamo alla ricerca di tessuti compatti e mediamente pesanti, quali possono essere lino o cotone.
Se invece preferiamo le tende a pacchetto arricciate, la scelta ricadrà su tessuti in grado di creare ampi e vaporosi sbuffi. A questo fine, quindi, il tessuto dovrà essere il meno possibile compatto e sostenuto, per evitare arricciamenti rigidi e poco armoniosi. Essenziale perciò la scelta di un tessuto leggero. Tra i più adatti troviamo la preziosa seta, il lampasso e lo jacquard.
Affiancare il nostro lavoro personale al parere di un esperto, che può aiutarci nella scelta e nel taglio del tessuto, sicuramente è una garanzia di esito assoluto!
Acquistare una tenda a pacchetto
Se i lavori a mano non ci sono mai piaciuti, o se il tempo ci manca assolutamente, dovremo procedere all’acquisto della nostra tenda a pacchetto. I prezzi a cui ci troveremo di fronte sono dei più variabili, a seconda del pregio del tessuto, del designer che le ha progettate e del negozio in cui sono vendute.
In media possiamo dire che per tende a pacchetto semplici, di tessuto non particolarmente pregiato, a tinta unita o fantasia minima, i prezzi si aggirano intorno ai 7-10 euro. Già la scelta di lavorazioni più complesse, sempre su base di tessuti basici, ci porta a prezzi che si aggirano sui 20-30 euro.
Molto più costose invece, le tende a pacchetto realizzate con tessuti preziosi, fantasie lavorate e pensate da designer di fama.

Cellule staminali e l’ambiente, concetti di base

Quando si parla di cellule staminali, il dibattito sembra inevitabile. Il forte interesse dal punto di vista scientifico a fronte dei numerosissimi vantaggi che apportano alla ricerca clinica, sembra non possa tenere libero corso a causa dei dilemmi bioetici continuamente proposti dalla chiesa cattolica.
Che cosa sono le cellule staminali?
La scoperta delle cellule staminali è un fatto piuttosto recente. Alla fine del XIX secolo fu introdotto il concetto di cellula staminale per descrivere le capacità di auto-rigenerazione di alcuni tessuti. Affinché possa essere definita staminale, una cellula deve rispondere essenzialmente a due criteri:
1.la capacità auto rinnovamento (dall’inglese “self- renewal”). Queste cellule, diversamente dalle normali cellule dei muscoli, dei nervi e del sangue, possono rigenerarsi per vari cicli;
2.la capacità di “differenziamento cellulare”, ovvero la facoltà di dare vita ad altri tipi di cellule del corpo umano. Questo perché le cellule staminali sono cellule allo stato primitivo, ovvero non ancora specializzate e quindi in grado di apprendere a comportarsi in differenti modi al fine di assumere svariate funzioni all’interno del organismo.
Classificazione delle cellule staminali sulla base della loro capacità di differenziativa
Una principale classificazione delle cellule staminali viene effettuata in base alla loro capacità differenziativa, come riportato qui.
–quando parliamo di cellule staminali totipotenti, ci riferiamo a quelle particolari cellule staminali in grado di dare origine a tutte le diverse cellule che compongono un individuo. L’unica cellula titopotente è lo zigote, che si genera dall’unione tra gameti, e le cellule che vengono originate dalla prima divisione di un ovulo fecondato.
–Se parliamo invece di cellule staminali pluripotenti o multipotenti, ci riferiamo a quelle cellule in grado dar luogo unicamente ad alcuni tipi di cellula o tessuto.
–Le cellule staminali unipotenti, come suggerito dal nome, daranno luogo invece ad una unica tipologia di cellula.
Le cellule prelevate da embrioni umani furono isolate e fatte moltiplicare per la prima volta nel 1998 dal ricercatore J. Tomson. I risultati ottenuti dall’indagine clinica mostrarono immediatamente come questi particolari tipi di cellule, mantenute in laboratorio, possono trovare applicazione nel riparare tutti i tessuti di un organismo umano, grazie alla esclusiva capacità di trasformarsi in tutti i tipi di cellule. E questo non può che essere visto come un miracolo agli occhi della moderna medicina, che sin dai principi della sua disciplina, si ha concentrato nella ricerca di alternative alla rimozione di tessuti infermi, operazione che causa gravi conseguenze all’interno dell’organismo.
In risposta ai progressi ottenuti in ambito medico e scientifico, la chiesa cattolica osserva come questa pratica sia irrispettosa nei confronti del principio stesso della vita. Il prelevamento di cellule staminali comporta infatti la distruzione dell’embrione, già considerato da molti come forma di vita sotto ogni aspetto, quindi sacra e intoccabile.

Ambiente, energia ed il fotovoltaico

Nonostante non si siano tutt’ora verificati cambiamenti significativi nelle condotte globali, è ormai comunemente riconosciuto il fatto che i mutamenti a carico del clima, a livello locale e planetario, rappresentino una delle principali sfide dell’umanità. I processi produttivi ad alto consumo energetico, le grandi economie emergenti, quali quelle indiane e cinesi, che generano un continuo aumento della domanda, la progressiva riduzione della disponibilità di combustibili fossili e i problemi derivati dall’utilizzo degli stessi, rendono evidente la necessità di ripensare con urgenza le politiche energetiche globali. Gli sforzi volti ad evitare le emissioni di gas serra devono essere intensificati e i Paesi hanno il dovere di assumersi comuni responsabilità, seppure diversificate a seconda del rispettivo livello di sviluppo. In primo piano, inoltre, la necessità di attuare un cambiamento di impostazione al fine di sviluppare un’economia e una società nel rispetto dell’ambiente.
Requisiti fondamentali, per cogliere questi obiettivi, sicuramente l’adozione di tecnologie alternative e di comportamenti sociali a minor consumo di energia, come afferma il sito http://www.impiantofotovoltaicotop.it. Uscire dalle fonti fossili e costruire una società “low carbon” è un obiettivo raggiungibile, ma che non può prescindere da grossi investimenti nello sviluppo e potenziamento di forme di energia rinnovabili, pulite e sicure. Il Fotovoltaico è una di queste.
Dall’energia del Sole al Fotovoltaico
L’energia del Sole disponibile al suolo è sovrabbondante rispetto ai bisogni presenti e futuri dell’umanità: il Sole irradia ogni anno sulla Terra, considerando le sole terre emerse, 19 mila miliardi di TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio), mentre il consumo di energia attuale annuo è di circa 10 miliardi di TEP.
Anche se solo una parte dell’enorme flusso di energia che arriva dal sole sulla terra può però essere trasformata in energia utile, e la quantità dipende dall’irraggiamento del luogo, l’energia disponibile è sovrabbondante rispetto ai bisogni presenti e futuri dell’umanità.
In tutte le epoche e in tutto il mondo è possibile ritrovare tecniche per l’utilizzo dell’energia solare. E’ stato scoperto, durante gli scavi archeologici a Pompei, che già i Romani utilizzavano particolari vetri trasparenti esposti ai raggi del sole, finalizzati a intrappolarne il calore e riscaldare acqua e stanze, grazie all’effetto che oggi chiamiamo effetto- serra. Fu solo a seguito della crisi petrolifera del 1973, però, che alcuni scienziati statunitensi scoprirono una nuova tecnologia per ottenere direttamente elettricità dall’energia del sole, mediante celle solari molto sottili, evitando caldaie, turbine e torri di raffreddamento: il fotovoltaico.
Buone prospettive
Recenti studi hanno dimostrato come in Italia si tenga particolarmente conto delle possibilità offerte dal fotovoltaico. Famiglie e imprese considerano seriamente la possibilità di risparmio economico e energetico, a maggior ragione se possono al contempo ridurre gli impatti inquinanti sull’ambiente.

Cosa è un generatore di corrente?

Un generatore di corrente è un apparecchio che viene acquistato perché in grado di sopperire a eventuali cali o assenze di elettricità da parte della rete elettrica a cui siamo allacciati. La sicurezza di avere una fonte di energia elettrica alternativa è fondamentale ad esempio per centri in cui l’assenza di elettricità provocherebbe danni irreparabili, vedi cliniche e ospedali, o per chi ha necessità di lavorare al computer. Anche senza motivi urgenti, in ogni caso, sapere di avere energia elettrica “di riserva” fa comodo a tutti.
Definizione elettrotecnica
Dal punto di vista elettrotecnico un generatore di corrente è un bipolo che mantiene corrente elettrica tra i suoi due poli. Se questa corrente viene mantenuta costante o viene mantenuta ad un andamento prestabilito senza subire interferenze del carico di resistenza a cui viene sottoposto, si tratta di un generatore di corrente ideale.
Un generatore reale viene descritto da due parametri fondamentali, che sono la potenza di picco e la potenza nominale (o coefficiente di spunto).  Prima di procedere all’acquisto di un generatore è bene conoscere il valore e il significato di tali parametri e soprattutto del loro prodotto, la potenza necessaria, grazie alla quale è possibile rilevare la quantità energetica concreta di cui abbiamo bisogno e procedere di conseguenza all’acquisto del generatore di corrente che soddisfi la nostra necessità.
Potenza di picco, potenza nominale, potenza necessaria
La potenza di picco, che può essere mantenuta solamente per un breve intervallo di tempo, si riferisce alla massima potenza raggiungibile da un generatore di corrente, mentre la potenza nominale, o coefficiente di spunto, è la potenza erogata dal generatore durante il suo normale funzionamento. Il prodotto di queste due variabili genera la potenza necessaria a soddisfare il nostro fabbisogno energetico. Questo risultato ci indirizzerà all’acquisto del generatore di corrente di cui abbiamo bisogno.
Generatori nuovi, generatori di seconda mano
Al momento di procedere all’acquisto dovremo decidere se comprare un generatore di corrente nuovo o un generatore di corrente di seconda mano.
Dal punto di vista economico sicuramente il risparmio ottenuto comprando un articolo di seconda mano non è di poco conto, e se ci rivolgiamo ad un rivenditore di fiducia avremo la sicurezza di acquistare un apparecchio usato di qualità poco inferiore ad uno nuovo. Nell’acquisto di seconda mano però, dovremo considerare opere di manutenzione molto più accurate, in quando i residui di sporcizia accumulato nel dispositivo possono minarne il buon funzionamento.

Energia dei radiatori

Il termosifone, o radiatore, è colui che riscalda gli inverni di tutte le case italiane. Di solito è installato in ogni stanza ed è composto da una serie di moduli in acciaio, ghisa o alluminio. Tramite tubi viene collegato ad una caldaia, che ne immette acqua all’interno per mezzo di pompe.
La caldaia a sua volta è usualmente collegata ad un termostato, che a seconda di temperatura desiderata o orario, regola l’accensione e lo spegnimento.
Il numero di moduli che costituisce un termosifone è variabile a seconda della dimensione che si deve raggiungere per garantire la temperatura prevista dell’ambiente da riscaldare. Per stanze molto grandi può essere necessaria l’installazione di più di un impianto. Prezzo e rendimento saranno in funzione del materiale che ne costituisce gli elementi, del loro numero, e dalla grandezza totale del nostro radiatore.

Fase di progettazione
Nella fase di progettazione dell’impianto di riscaldamento di una casa, tre sono i fattori principali da tenere in considerazione:
1.Dimensione della casa o dell’edificio in cui si trova, nel caso di cui parliamo di appartamento;
2.valutazione della certificazione energetica, ovvero se il nostro ambiente è costruito secondo criteri di risparmio energetico e in che misura.
3.Dimensionamento dei termosifoni grazie al cubaggio della stanza, che ci fornisce il numero di calorie necessarie per riscaldarla.
Avendo chiari questi tre punti, si può passare all’installazione del nostro impianto.

Materiali, dimensioni e posizionamento
Come riportato su i termosifoni sono stati inventati nella seconda metà del 1800 ed erano inizialmente costruiti in ghisa, una lega ferro-carbonio. Negli ultimi 40 anni i materiali di principale utilizzo sono diventati invece acciaio e alluminio, molto più leggeri e facilmente plasmabili. I radiatori in ghisa rimangono comunque un’ottima scelta per le case dove c’è sempre qualcuno e che quindi hanno bisogno di essere continuamente riscaldate. Il materiale infatti si scalda lentamente ma altrettanto lentamente si raffredda, permettendo in tal modo di godere del calore tempo dopo l’effettivo spegnimento della caldaia. Al contrario, i termosifoni in acciaio e alluminio si scaldano molto più rapidamente, ma una volta spenta la caldaia si raffreddano nell’immediato. Risultano quindi maggiormente adatti a case in cui., per motivi di lavoro o quant’altro, chi ci vive è spesso assente.

Oltre alla scelta di dimensioni e materiale, di notevole importanza è anche la scelta del posizionamento per garantire la maggior resa dell’impianto. Ad esempio se nella stanza è presente una finestra, si preferisce installare il termosifone esattamente al di sotto di essa.
Il costo dei termosifoni varia in funzione del materiale, del design e dell’importanza del marchio. Quando necessario, è i inoltre necessario aggiungere il costo per la rimozione di vecchi impianti e l’assemblaggio dei nuovi.

Scheduling o non scheduling?

Nell’era più tecnologica di sempre, dove sul nostro smartphone possiamo leggere qualsiasi quotidiano, essere aggiornati in ogni minuto si ciò che la nostra popstar preferita ha mangiato e flash news disponibili in ogni momento, anche la schedulazione è entrata a far parte di un processo particolare, oramai praticamente irrinunciabile. Se prima d’ora pensavamo di poter effettuare tutto a carta e penna, oggi possiamo tranquillamente evolverci. Sempre più aziende richiedono efficienza, velocità e puntualità nella gestione dei database e ciò non può avvenire tramite i vecchi quaderni.

Stiamo vivendo un presente piuttosto incerto, tutto si velocizza in maniera straordinaria e così cambia anche il mercato aziendale e sopratutto la gestione di prodotti, clienti, sistemi di telecomunicazione e così via. Per questo motivo oggi non possiamo rispondere alla chiamata dello scheduling in generale. Come già detto in precedenza, tutto muta e mutano di conseguenza anche le richieste che vengono generate dal mercato dei consumatori: se una volta bastavano una quarantina di clienti al mese, direttamente in negozio oggi dobbiamo aggiornarci e allora ci serve un sito internet dove vendere i nostri prodotti: e per lavorare tranquillamente abbiamo bisogno della schedulazione.

Uno degli esempi che si possono fornire a difesa dello scheduling è Amazon.com, il popolare sito internet di eCommerce che vende e distribuisce in quasi tutto il mondo. Una mole di lavoro e di operazioni finanziarie come quella della società sarebbe impossibile da gestire senza l’apposita schedulazione. Sempre più clienti, sempre più ordini da processare, sempre più introiti. E per un’azienda così grande quasi viene naturale a pensare a milioni di computer, milioni di impiegati che inseriscono i dati per effettuare il job scheduling. Una decina d’anni fa, probabilmente, avremmo riso di gusto all’idea di un’azienda che sposta il suo terreno di guadagno su Internet, concentrando la totalità del suo lavoro nella grande rete eppure oggi è realtà. Stiamo parlando di un salto tecnologico immenso e ovviamente non dobbiamo farci cogliere impreparati.

A conti fatti, può capitare a qualsiasi azienda. Come il progresso avanza, dobbiamo curare anche questo lato del nostro lavoro. Svolgere correttamente un job scheduling tramite uno schedulatore adatto vorrebbe dire velocizzare e massimizzare il lavoro, risparmiando tempo e risorse. Un business intelligente ha anche bisogno di un lavoro correttamente svolto ed oggi svolgere male oppure trascurare operazioni informatiche vuol dire rimanere indietro non solo durante il progresso stesso, ma anche rispetto alle altre imprese, che potranno tranquillamente controllare la nostra parte di mercato.

Come abbiamo dunque visto, il job scheduling oggi come oggi è assolutamente indispensabile, sia per l’adeguamento al mercato e sia per la nostra azienda: ottimizzazione del lavoro, velocità e ordine sono le parole chiave per attuare una perfetta gestione ma sopratutto un controllo totale sul nostro lavoro. Un job scheduling, effettuato alla perfezione, ci permette di controllare la nostra parte di mercato, senza rimanere indietro rispetto alla concorrenza: ricordiamoci che il nostro obiettivo è avere tutto in ordine, dalla A alla Z. Molte aziende, purtroppo, trascurano questo dettaglio: non è il caso di chi vuole adeguarsi ed entrare nei modi migliori nel mondo del lavoro digitalizzato.

Perché le energie rinnovabili sono importanti?


Da sempre l’uomo ha avuto bisogno di energia: per riscaldarsi, per trasformare materiali in prodotti finiti, per alimentarsi, per muoversi o trasportare carichi. La domanda di energia degli uomini antichi certo non era energia elettrica o carburanti per motori. Si usava l’energia prodotta dai muscoli di uomini o animali per spostarsi, raccogliere il grano, pigiare l’uva o le olive, o muovere la ruota del vasaio. Il vento alimentava mulini per trasformare il grano in farina, così come faceva l’acqua, ed insieme acqua e vento muovevano le navi il mezzo di trasporto più veloce per migliaia di anni. I vasai bruciavano legna per cuocere i loro vasi, così come anche le fornaci dei mastri vetrai o di chi costruiva i mattoni…

Praticamente quasi tutte le forme di energia utilizzate per migliaia di anni erano rinnovabili! L’acqua ed il vento non venivano certo sciupati con l’uso, animali e uomini erano rimpiazzabili, così come anche gli alberi che crescevano in un mondo che aveva più foreste che spazi abitati! Fino ad un paio di secoli fa, l’uomo si è avvalso di fonti rinnovabili, non accorgendosi mai in questo modo del suo impatto sull’ambiente che praticamente, almeno a livello di consumo energetico ed emissioni era poco percettibile per il nostro grande pianeta vivo. Tutto cambiò quando si iniziarono ad usare le macchine a vapore nella rivoluzione industriale: la legna necessaria era tanta e soprattutto il carbone serviva molto meglio all’uso che la semplice legna. Così l’abbattimento di alberi per la produzione del carbone e l’estrazione massiccia di carbone fossile iniziarono a far impennare la domanda di fonti energetiche e la ricerca spasmodica di risorse. La scoperta del petrolio vide intere regioni negli Stati Uniti ed in Asia invase da pozzi e raffinerie, mostrando sempre di più la necessità di trovare più petrolio: ad ogni nuovo giacimento trovato corrispondeva una crescita della domanda che quel giacimento solo non avrebbe soddisfatto ed in più c’erano pozzi che si esaurivano.

Oggi siamo davanti ai risultati di tutto ciò: le devastazioni prodotte dalle estrazioni di petrolio, carbone e gas hanno distrutto paesaggi naturali, inquinato acque e terreni che resteranno sterili per secoli, causato malattie terribile e rilasciato nell’aria quantità enormi di sostanze inquinanti e che aumentano ogni anno la temperatura della terra. Il nostro pianeta vive in un sistema delicato sempre in bilico e l’aumento di pochi grandi della temperatura globale faranno precipitare questo equilibrio nel caos lasciandoci in preda ad inondazioni, siccità, tempeste distruttive, uragani, incendi…senza dimenticare che scavare sempre più a fondo per cercare combustibili fossili sta causando terremoti in molte parti del mondo!

Se non vogliamo vivere in un futuro apocalittico fatto di sofferenze e dolore e vogliamo invece continuare verso il cammino dell’evoluzione e del progresso dobbiamo affidarci sempre di più a fonti energetiche rinnovabili, per tutto ciò che riguarda il trasporto e tutte le altre attività che richiedono il consumo di risorse in modo massiccio, che non compromettano l’ecosistema. Energie pulite che non rilasciano CO2 o altri gas serra o tossici e che non richiedano pozzi, miniere ed ingombranti centrali per essere prodotte rispettando il più possibile questa meravigliosa natura grazie alla quale esistiamo.

Metano e bio metano: dalle riserve fossili alla produzione rinnovabile

 

Il metano è un gas presente in natura e largamente utilizzato per la produzione di energia. I principali usi del metano sono quelli di generazione del calore per riscaldare edifici ed acqua ad uso sanitario, ma esistono anche centrali elettriche che usano il metano per produrre elettricità, le cosiddette centrali a turbogas. L’uso del metano è inoltre comune per il movimento degli autoveicoli: come si può leggere da automobileametano.it, un uso di origini molto antiche dato che i primi autoveicoli a metano furono già messi in campo in Italia negli anni 30 ai tempi dell’autarchia fascista, in cui il Paese non poteva importare combustibili fossili di altro tipo in quantità sufficienti.

Il metano è un gas presente nel sottosuolo, nell’atmosfera ed in moltissimi altri luoghi, come le paludi, e può avere origine biotica o abiotica. Il metano di origine biotica viene prodotto dagli esseri viventi e dalle loro escrezioni, dai processi vitali di alcuni batteri e dalla putrefazione di molti composti biologici. Il metano abiotico invece viene prodotto nel sottosuolo da repentini cambi di pressione, temperatura e da altri processi che spingono l’idrogeno a mescolarsi con anidride carbonica producendo metano.

Il metano è di per sé un gas serra, con un potere molto elevato e superiore alla CO2 di contribuire al riscaldamento globale, eppure la combustione del metano invece produce moltissime meno emissioni ed altre sostanze tossiche rispetto agli altri combustibili. Per questo motivo i veicoli a metano sono veicoli a basse emissioni considerati spesso “ecologici”: il metano puro è un gas serra ma la trasformazione dovuta alla combustione riduce di molto il suo potenziale inquinante.

Oggigiorno, grazie alla comprensione dei fenomeni naturali, il gas metano può essere prodotto velocemente dall’uomo tramite procedimenti chimici. Il biometano diventa così una fonte energetica rinnovabile facilmente estraibile e molto disponibile: in questo modo per avere grandi quantità di metano non si deve necessariamente scavare in profondità nel sottosuolo  con il rischio di danneggiare il suolo e soprattutto esaurendo una risorsa che per accumularsi in grandi quantità ha richiesto migliaia e migliaia di anni. L’uso del biometano, versione rinnovabile del metano, dovrebbe quindi essere ulteriormente incoraggiato così come la sua produzione invece di continuare a cercare giacimenti.

In  Gran Bretagna ed in molti altri Paesi europei sono i reflui fognari a fornire la materia prima la cui degradazione fornisce il biometano necessario. Anche i rifiuti organici derivanti dall’agricoltura, dal giardinaggio, dalla zootecnia e dalle attività domestiche possono valere allo scopo di produrre prezioso biogas: in questo modo il metano diventa una importantissima “salvezza” energetica, producibile in quantità abbondanti attraverso il trattamento di rifiuti che in questo modo non sarebbero più in incomoda presenza da smaltire, ma una risorsa preziosissima.

L’importanza di proteggere i pannelli fotovoltaici con una assicurazione

La produzione di energia fotovoltaica in Italia cresce sempre di più ogni anno portando il Paese a trovarsi tra i primi 5 Paesi al Mondo nel campo dell’energia rinnovabile solare.

Merito sicuramente della posizione geografica del Paese che garantisce molti mesi di sole ed un’ottima esposizione in parte del territorio, ma è anche merito delle politiche di incentivi che hanno diffuso a moltissimi cittadini la possibilità di investire nel settore fotovoltaico, sia per il consumo proprio di energia sia per la produzione a fini commerciali.

Qualsiasi siano le vostre ragioni per aver uno o più pannelli fotovoltaici o termovoltaici, sicuramente sapete che non si tratta di una tecnologia proprio economica e che nonostante incentivi consistenti in detrazioni dalle tasse, l’esborso iniziale che avete dovuto sostenere è stato di una certa importanza. I pannelli solari per questo motivo sono dei beni da proteggere e non solo per il valore dell’investimento, ma anche per la valenza che hanno nelle nostre vite, dato che ci permettono di produrre energia traendola direttamente dal sole senza gravi impatti sul pianeta e senza consumare riserve preziose ed esauribili, come i combustibili fossili.

Purtroppo però i nostri pannelli fotovoltaici hanno delle criticità e vulnerabilità che li mettono costantemente a repentaglio: purtroppo infatti possono rompersi a causa di fenomeni atmosferici troppo violenti, degradarsi con l’uso, subire danneggiamenti incidentali o volontari e per ultimo furti. I furti di pannelli fotovoltaici sono più comuni di quanto ci si immaginerebbe e ci sono diverse bande specializzate nello smontare nottetempo i pannelli solari e rubare interi parchi fotovoltaici di valori di molte decine di migliaia di euro.

Proteggere il proprio pannello fotovoltaico da danni o furti è possibile. Certo non si tratta di stare tutto il tempo a controllarli dormendo in prossimità di essi per evitare furti o smontarli se arriva una tempesta fortissima, ma di stipulare una apposita polizza assicurativa.

L’assicurazione per pannelli fotovoltaici che siano posti in terreni o sul tetto di edifici può proteggere il valore dell’investimento nel tempo. Ed è raccomandabile cercare una polizza che non solo copra danni causati da agenti atmosferici o danneggiamenti involontari, vandalismo o furti, ma cercare di includere anche eventuali riparazioni ed una polizza RCA. Molti si chiederanno perché una RCA per un pannello fotovoltaico, ebbene la responsabilità civile conta molto di più di quanto ci si immagini: per esempio un impianto installato su un tetto se subisce danni può cadere e danneggiare terzi o beni di terzi, quindi è sempre meglio avere l’assicurazione che possa coprire sia i danni subiti dall’impianto e sia il risarcimento che dovremmo pagare di tasca nostra se non fossimo coperti da una polizza RCA.

L’offerta sul mercato di assicurazioni specifiche per impianti fotovoltaici è abbastanza vasta per adattarsi a tutte le esigenze di impianti piccoli, medi e grandi.